Commissioni di Massimo Scoperto non dovute se non preventivamente
pattuite per iscritto

Nota a Sentenza n. 12593/2019 del Tribunale di Roma

La Sentenza in rassegna si colloca all’interno di quel filone di giudizi promossi dai correntisti avverso gli Istituti bancari al fine di far accertare l’indebita applicazione in conto corrente di oneri non dovuti a vario titolo, tra cui a titolo di interessi ultra – legali non pattuiti, di interessi anatocistici, di commissioni di massimo scoperto e di spese non pattuite e, per l’effetto, ottenere un ricalcolo del saldo del conto a mezzo di CTU contabile, con conseguente condanna alla ripetizione delle somme indebitamente corrisposte alla banca.

1- Thema decidendum

Nella causa patrocinata dal nostro Studio il cliente lamentava, da parte della Banca convenuta, l’illegittima applicazione di:

  1. tassi di interesse creditori e debitori non pattuiti;
  2. tassi di interesse usurari;
  • commissioni di massimo scoperto non dovute;
  1. spese e oneri accessori non dovuti.

2 – Ripartizione dell’onere della prova

Prima di entrare nel merito della controversia, il Giudice ha effettuato una breve premessa in tema di ripartizione dell’onere della prova, ribadendo che nei giudizi promossi dal correntista per far valere la nullità delle clausole contrattuali o l’illegittimità degli addebiti in conto corrente, grava sull’attore l’onere di allegare in modo specifico i fatti posti a fondamento della domanda nonché l’onere di fornire la relativa prova.

Sicché, chi agisce per far accertare il carattere indebito di talune poste passive ha lo specifico onere di produrre sia il contratto che ha regolato il rapporto dedotto in giudizio sia gli estratti conto dalla data di inizio del rapporto.

Delineato così il contesto in cui ha agito il nostro Studio, il Tribunale di Roma ha accertato che parte attrice ha assolto all’onere della prova su di sé gravante avendo prodotto il contratto relativo all’utilizzo del servizio di remote banking, in cui sono indicate le principali condizioni contrattuali nonchè gli atti di concessione/variazione di affidamento sottoscritti dalle parti e gli estratti conto.

E tale documentazione è stata ritenuta sufficiente per ammettere una consulenza tecnica di ufficio di natura contabile, nonostante non fosse stato prodotto il contratto di apertura del conto corrente sottoscritto quasi contestualmente al contratto di remote banking.

Sul punto il Giudice, pur avendone certamente tenuto conto ai fini della propria decisione, ometteva di riferire che, ad ogni modo, la società attrice aveva formulato, prima, richiesta ex art. 119 TUB e, poi, istanza ex art. 210 c.p.c. di produzione del predetto contratto che, tuttavia, non veniva prodotto dalla banca.

3 – Sugli effetti della mancanza del contratto di apertura del conto corrente

Accertata la mancanza del contratto di apertura del conto corrente e ritenuto comunque assolto l’onere della prova incombente sulla parte attrice, in difetto di condizioni contrattuali convenzionali, per il periodo intercorrente dalla data di apertura sino alla data di sottoscrizione della prima pattuizione in forma scritta, il Tribunale ha chiesto al Consulente Tecnico di Ufficio di ricalcolare il saldo finale applicando il tasso sostitutivo ex art. 117 TUB quanto ai tassi di interesse ed espungendo tutti gli addebiti effettuati a titolo di spese e commissioni non pattuite per iscritto tra le parti.

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A CURA DI

Avv. Erika Chiaramonte

Laureata all’Università “Luiss Guido Carli” nell’aprile 2009, con tesi di laurea in Diritto Bancario, ha svolto da subito la pratica forense presso lo Studio Legale Lombardo ed ha conseguito il titolo di Avvocato presso la Corte di Appello di Roma.

Svolge la sua attività professionale nell’ambito del diritto civile in generale, con particolare attenzione al diritto bancario ed al diritto tributario.

Avv. Erika Chiaramonte

Diritto Bancario, Diritto Civile, 
Diritto del Lavoro, Responsabilità Medica

Ricoscimenti

Dopo essere arrivato in finale nel 2018 lo Studio legale Lombardo ha conseguito nel 2019 e nel 2020 un importante riconoscimento aggiudicandosi il Premio Le Fonti come “Boutique di Eccellenza dell’Anno Consulenza Diritto Bancario”, e sempre nel 2020 ha conseguito anche il Premio Le Fonti come Boutique di Eccellenza dell’Anno Consulenza Diritto del Lavoro”

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