Lavoro subordinato e
lavoro autonomo: la Corte di Cassazione
delinea i tratti distintivi

Qualificare un rapporto di lavoro come subordinato o autonomo è un’operazione che, da sempre, riveste rilevanza non solo giuridica ma anche sociale ed economica e ne è dimostrazione il costante lavoro della dottrina e della giurisprudenza intorno al concetto di subordinazione, finalizzato, ormai da lungo tempo, alla ricerca dei tratti caratteristici di essa e all’individuazione del confine tra le due tipologie di rapporto. Referente normativo in materia è l’art. 2094 c.c. ai sensi del quale “E’ prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”. La differenza fra il rapporto di lavoro autonomo e subordinato ha costituito oggetto di accesi dibattiti e scontri in dottrina ed in giurisprudenza, considerato il grande rilievo che essa riveste sia dal punto di vista teorico sia sotto l’aspetto più pratico. A tale distinzione si ricollegano, infatti, diverse conseguenze. Il rapporto di lavoro subordinato, invero, soggiace alla tutela giuslavoristica prevista dal codice civile, dalle leggi speciali e dai contratti collettivi di lavoro; al rapporto di lavoro autonomo, invece, si applica la disciplina sull’impresa, se ha carattere imprenditoriale, ovvero la disciplina del contratto d’opera, nel caso in cui rivesta carattere personale. Ebbene, al rapporto di lavoro subordinato si ricollegano svariati effetti che incidono sullo stesso contenuto del rapporto di lavoro, investendo diversi aspetti come il diritto alla retribuzione, i contributi sugli stipendi, le ferie non godute, il trattamento di fine rapporto e tutti gli altri emolumenti derivanti dall’applicazione dei contratti collettivi nazionali di categoria. La giurisprudenza di legittimità, pertanto, nell’affrontare la vexata quaestio relativa alla distinzione tra rapporto di lavoro autonomo e rapporto di lavoro subordinato ha osservato che, attualmente, i due tipi di rapporto raramente compaiono nelle loro forme “primitive” e più semplici, in quanto i diversi aspetti della vita quotidiana e di una realtà sociale in continua trasformazione hanno introdotto in ognuno di essi elementi che perturbano la originaria semplicità del “tipo legale”, rendendo spesso i medesimi qualcosa di ibrido e difficilmente definibile. Ne deriva, dunque, che la qualificazione come locatio operarum o locatio operis e la riconduzione sotto l’uno o l’altro nomen iuris diventa più complicata e richiede una più approfondita opera di accertamento della realtà oggettiva e fattuale. Secondo un consolidato orientamento della Suprema Corte, ribadito anche nella recente ordinanza n. 1555/2020, l’elemento essenziale di differenziazione tra lavoro autonomo e lavoro subordinato consiste nel vincolo di soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, da ricercare in base ad un accertamento esclusivamente compiuto sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. Continua a leggere

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Articolo a cura di

Avv. Raffaella Calamandrei

Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Firenze nel 2012, discutendo una tesi in Diritto privato dal titolo “Principi e regole in materia di procreazione medicalmente assistita” con il Prof. Avv. Giuseppe Conte ed il Prof. Avv. Alfonso Bonafede.

Svolgendo da subito la pratica forense e conseguendo nel 2016 il titolo di Avvocato presso la Corte di Appello di Firenze, ha collaborato con alcuni studi legali fiorentini maturando esperienza  in ambito civile sviluppando particolare competenza nel campo del diritto assicurativo, della contrattualistica e del diritto del lavoro.

Nel settembre del 2020 ha stipulato una convenzione professionale con lo Studio Legale Lombardo.

Avv. Raffaella Calamandrei

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Dopo essere arrivato in finale nel 2018 lo Studio legale Lombardo ha conseguito nel 2019 e nel 2020 un importante riconoscimento aggiudicandosi il Premio Le Fonti come “Boutique di Eccellenza dell’Anno Consulenza Diritto Bancario”, e sempre nel 2020 ha conseguito anche il Premio Le Fonti come Boutique di Eccellenza dell’Anno Consulenza Diritto del Lavoro”

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