L’AGENZIA FITCH DECLASSA IL RATING ITALIANO A BBB-,
MA CON “OUTLOOK STABILE”

A cura dell'Avv. Erika Chiaramonte

Come si è appreso da tutti i principali organi di stampa, l’agenzia statunitense di valutazione del credito Fitch, una delle tre più influenti al mondo tra quelle che si occupano di rating, anticipando il giudizio che era atteso per il 10 luglio, in data 28 aprile ha comunicato di aver ridotto l’affidabilità del debito pubblico italiano, portando il rating dell’Italia a BBB-, per effetto “del significativo impatto del coronavirus sull’economia italiana e sulla posizione di bilancio”.

La Agenzia statunitense ha portato così il rating del nostro Paese all’ultimo gradino considerato “investment grade, nel quale viene quindi ancora consigliato l’investimento, analogamente all’agenzia Moody’s, ritenuta la più critica nei confronti dell’Italia, a distanza di soli quattro giorni dal giudizio espresso da Standard & Poor’s che, diversamente, ha lasciato invariato il rating dell’Italia a BBB e, dunque, un gradino sopra a quello di Fitch, pur mantenendo l’outlook negativo.

Il livello BBB denota un “basso rischio di default”, mentre il livello appena sotto BB denota “alta vulnerabilità al rischio di default”. E al di sotto di questo livello si scenderebbe al rating BB+, che rappresenta il primo livello di “non investimento”, considerato “speculative grade”, o anche il c.d. “livello spazzatura”.

Un rating in categoria “investment-grade”, difatti, dovrebbe permettere l’accesso ad una base più ampia di investitori rispetto alla categoria “sub-investment grade”, determinando una domanda maggiore di titoli obbligazionari.

Sembrerebbe comunque che, allo stato, non vi siano rischi di un ulteriore declassamento dal momento che, nonostante le preoccupazioni manifestate da Fitch, l’agenzia ha migliorato l’outlook, che come noto indica la direzione del possibile cambiamento del rating nel medio-lungo termine, ovvero da 6 mesi a 2 anni, da “negativo” a “stabile”, ritenendo che gli interventi della Banca Centrale Europea potranno avere un impatto positivo sulla attuale situazione economica della nazione.

Nonostante l’Italia abbia “dimostrato un’ampia coesione politica nelle prime settimane della pandemia” afferma Fitch, la decisione di anticipare il downgrade nel pieno dell’emergenza Covid sarebbe giustificata dal presumibile peggioramento delle prospettive economiche e intensificarsi delle tensioni politiche nella imminente “fase 2” di allentamento graduale delle misure di lockdown nel nostro Paese.

L’agenzia di rating ricorda, difatti, che la pubblicazione di revisioni di giudizi sul debito sovrano «deve avvenire secondo un programma pubblicato, tranne nei casi in cui è necessario che le agenzie di rating si discostino da questo per adempiere ai propri obblighi legali» e prosegue sostenendo che questa disposizione consente di operare «in situazioni in cui si verifica un cambiamento sostanziale del merito creditizio dell’emittente, tale da ritenere inappropriato attendere la prossima data di revisione programmata per aggiornare il rating o l’outlook».

Da quanto si apprende dal comunicato emanato nella serata del 28 aprile dopo la chiusura dei mercati Usa, Fitch prevede una contrazione del Pil dell’8% nel 2020 e, quanto al rapporto debito/Pil, ipotizza un aumento di circa 20 punti percentuali quest’anno, fino a un livello del 156%, che è significativamente più elevato di quello degli emittenti con classificazione «BBB».

Oltre a queste previsioni, che secondo Fitch già sarebbero sufficienti per un declassamento, l’agenzia aggiunge che «il rapporto si stabilizzerà su questo livello molto elevato nel medio termine, sottolineando i rischi di sostenibilità del debito».

L’agenzia americana ipotizza anche una ripresa nel 2021 dell’economia italiana con un PIL in crescita del 3,7% ma, al contempo, sottolinea prudenzialmente che la “forza della ripresa al di là del 2021 è altamente incerta date le debolezze sottostanti dell’economia” in quanto, se da un lato si presume che il coronavirus «possa essere contenuto nel secondo trimestre dell’anno, portando a una ripresa economica relativamente forte nel 2021», dall’altro non si esclude che «in caso di una seconda ondata di infezioni e di una ripresa delle misure di blocco, i risultati economici sarebbero più deboli per il 2020 e il 2021».

L’outlook stabile, come ha spiegato Fitch, riflette invece l’idea che gli acquisti della BCE faciliteranno la reazione dell’Italia alla emergenza pandemica, riducendo i rischi di rifinanziamento.

Peraltro, secondo quanto afferma Fitch, nonostante l’outlook del settore bancario italiano sia deteriorato dopo lo shock del Covid-19, la profonda recessione amplierà probabilmente i rischi alla qualità del credito e metterà pressione sulla redditività del settore ma, al contempo, le misure di appoggio decise dal Governo dovrebbero in parte sostenere la qualità degli asset e in parte mitigare l’impatto negativo sulle banche.

 Non è mancata l’immediata replica del Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha commentato la decisione dell’agenzia di rating sottolineando che «I fondamentali dell’economia e della finanza pubblica dell’Italia sono solidi e che Fitch non tiene conto delle rilevanti decisioni assunte nell’Unione europea e dagli Stati che la compongono e dalle Istituzioni che ne fanno parte.” In particolare, ha proseguito il Ministro Gualtieri, “non sembra adeguatamente valorizzato l’orientamento strategico della Banca Centrale Europea“.

Ed ancora, il Ministro dell’Economia ha rammentato che “Le altre agenzie di rating hanno in effetti assunto un atteggiamento più prudente”, aggiungendo che il deterioramento in atto del quadro macroeconomico e della finanza pubblica, che avrebbero giustificato l’anticipazione della valutazione del rating programmata per il 10 luglio, è un effetto interamente dovuto “a una causa esogena e temporanea che sconta inevitabilmente un considerevole margine di incertezza”. 

Gualtieri al riguardo ha sostenuto cheIl sistema produttivo italiano è molto diversificato con un consolidato surplus commerciale e una posizione finanziaria netta nei confronti dell’estero molto vicina all’equilibrio”. Peraltro, ha aggiunto il Ministro, “Il costo medio del nostro debito continua a diminuire, compreso nell’anno in corso, e la quota crescente del debito detenuta dalla Banca Centrale assicurerà anche per l’anno prossimo che l’esborso netto per interessi resti in linea con quello di quest’anno“.

E ancora il Ministero Gualtieri ha precisato cheLe garanzie pubbliche che sono rilasciate in questi giorni assicurano la liquidità all’economia italiana, migliorando anche, per questa via, le prospettive future della finanza pubblica. L’Italia ha tuttora un livello di garanzie statali basso, se confrontato con quello degli altri maggiori Paesi europei“.

E ha concluso la propria dichiarazione affermando che “Il Governo ha la piena consapevolezza dell’esigenza di affrontare questa crisi con misure che non siano solo di carattere emergenziale. Interverremo, anche con un’agenda di riforme e di investimenti, per aumentare il nostro potenziale di crescita, con attenzione ai vincoli e alla sostenibilità della finanza pubblica e alla necessità di confermare la traiettoria di riduzione del debito“.

Con questo lungo intervento, che si aggiunge all’intervista pubblicata dal quotidiano “La Stampa” il 25 aprile in cui Gualtieri parlava di “shock economico molto pesante” ma temporaneo, di “fondamentali solidi” e “di sentiero discendente già dal 2021”, è evidente che il Ministro dell’Economia abbia cercato di rassicurare i mercati, temendo che la decisione di Fitch potesse avere effetti immediati sullo spread tra titoli italiani e tedeschi alla riapertura della Borsa.

E all’apertura della Borsa “Piazza Affari non sbanda in avvio di seduta (+0,20% a 17.711 punti l’indice Ftse Mib), ma lo spread Btp/Bund sale a quota 227,9 punti base dopo che Fitch, anticipando la valutazione del rating programmata per il 10 luglio, ha tagliato il rating dell’Italia da BBB a BBB-, un gradino sopra il livello junk o “spazzatura”, con un outlook stabile”, come si legge nell’articolo titolato “Mercati calmi (per ora) e spread in aumento” sulla sezione “Mercati” della rivista on-line Milano Finanza del 29 aprile 2020.

Il declassamento di Fitch ha di fatto riacceso sui mercati il timore che l’Italia possa perdere nei prossimi mesi l’investment grade, determinando un rialzo dello spread e annullando il miglioramento rilevato nei primi due giorni della corrente settimana grazie alla conferma del giudizio sul merito creditizio dell’Italia pervenuta da Standard & Poor’s. 

A sua volta la Banca d’Italia, attraverso il capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, Eugenio Gaiotti, rispondendo alle domande in audizione davanti alle Commissioni riunite Bilancio sul Def, ha commentato la decisione di Fitch sostenendo che è motivata “pressoché esclusivamente dalla crisi pandemica in atto», e aggiungendo che le analisi della Banca d’Italia sono in linea con le valutazioni di altre agenzie, che nei giorni scorsi hanno confermato il rating migliore.

A questo punto non resta che attendere la riunione della Banca Centrale Europea prevista per giovedì 30 aprile e il giudizio di rating previsto per l’8 maggio di Moody’s, che attribuisce all’Italia il voto Baa3 con outlook stabile, e di Dbrs che valuta il Paese con un BBB (High) e un outlook stabile, confidando che gli ulteriori giudizi sul merito creditizio dell’Italia non si allineino a quello espresso da Fitch.

E’ fondamentale, difatti, scongiurare un ulteriore innalzamento dello spread, che porterebbe con sé inevitabili conseguenze per lo Stato, per le banche e per le famiglie, in aggiunta all’aumento del debito pubblico italiano previsto nei prossimi mesi a causa dell’incremento della spesa pubblica necessario a mitigare le conseguenze del crollo produttivo dovuto all’emergenza coronavirus.

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