Licenziamento orale: la Corte di Cassazione ne sancisce l’illegittimità

Che cos’è il licenziamento orale?

Il licenziamento orale (o verbale) si verifica quando l’interruzione del rapporto lavorativo da parte del datore di lavoro avviene senza alcun atto scritto formale (e.g. lettera), ma meramente tramite comunicazione orale. Tale forma di licenziamento risulta illegittima data la mancanza dei requisiti di legge previsti in materia di interruzione del rapporto lavorativo da parte del datore di lavoro.

È legittimo il licenziamento orale?

Con la segnalata decisione della Suprema Corte di Cassazione, Sezione Quarta Lavoro – Sentenza del 9 novembre 2015 n. 22825, viene ribadita l’illegittimità, in tema di rapporto di lavoro subordinato, del licenziamento orale per violazione dell’art. 2 della Legge 15 luglio 1966 n. 604.

Il licenziamento intimato in forma verbale, mancando del requisito fondamentale della forma scritta, non può considerarsi idoneo a produrre effetti sulla continuità del rapporto di lavoro subordinato, con conseguente obbligo per il datore di lavoro di un immediato reintegro del lavoratore nella propria posizione lavorativa.

Questa la conclusione a cui perviene la Corte di Cassazione all’esito dell’esame del ricorso riguardante il licenziamento di una lavoratrice, da parte dell’azienda presso cui era impiegata, intimatole in forma orale.

I giudici di legittimità, nel confermare la decisione tanto del Tribunale di Roma, in primo grado, quanto della Corte di Appello di Roma, in sede di gravame, con cui veniva riconosciuta l’illegittimità del licenziamento intimato in forma orale e il conseguente diritto della lavoratrice alla reintegrazione nel posto di lavoro ed all’integrale risarcimento dei danni patiti, hanno confermato i principi individuati nel tempo dalla giurisprudenza di merito e di legittimità.

Sulla base di detti principi, la Cassazione ha statuito che il licenziamento intimato oralmente deve ritenersi giuridicamente inesistente e come tale, da un lato, non richiede un’impugnazione nel termine di decadenza di cui all’art. 6 della legge n. 604 del 1966, e, dall’altro, non incide sulla continuità del rapporto di lavoro e quindi sul diritto del lavoratore alla retribuzione fino alla riammissione in servizio.

Come si può impugnare il licenziamento orale?

Come chiarito dalla Suprema Corte, l’art. 6 della Legge n. 604/1966, così come novellato dalla Legge n. 183/2010 (cd. Collegato Lavoro), riconosce espressamente il diritto del lavoratore di impugnare l’atto interruttivo del rapporto di lavoro nel termine perentorio di sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione del licenziamento “in forma scritta, ovvero dalla comunicazione, anche se in forma scritta, dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto anche extragiudiziale…”.

Ne consegue che, in caso di licenziamento orale, mancando l’atto scritto da cui il legislatore del 2010, con espressa previsione, fa decorrere il termine di decadenza, il lavoratore può agire per far valere l’inefficacia del licenziamento orale anche oltre il termine di sessanta giorni e senza l’onere della previa impugnativa stragiudiziale.

Per ricevere una consulenza legale in materia di licenziamento e di impugnazione del licenziamento orale, contatta il nostro team di avvocati specializzati in diritto del lavoro. Oltre al consueto appuntamento in studio, lo Studio Legale Lombardo ti offre la possibilità di interagire con il Professionista prescelto anche in videoconferenza; in questo modo potrai ottenere assistenza legale ovunque ti trovi, e senza dover richiedere permessi a lavoro o affrontare il traffico cittadino.

Lo Studio Legale Lombardo nel 2020 ha conseguito il Premio Le Fonti
come Boutique di Eccellenza dell’Anno Consulenza Diritto del Lavoro 2020

CASI TRATTATI CON SUCCESSO

LEGGI ANCHE

Mobbing: cos’è e come difendersi

Che cos’è il mobbing L’articolo 32 della Costituzione garantisce il diritto alla salute, dal quale consegue il dovere del datore di lavoro di astenersi dal

Smartworking e diritto alla disconnessione

La Legge n. n. 81/2017 ha istituto per la prima volta nel nostro ordinamento il “lavoro agile” (c.d. Smart Working) “quale modalità di esecuzione del

PUBBLICAZIONI

Articoli, Sentenze,
Rassegna Stampa e Video

INTERVENTI

Interventi pubblici dei
nostri professionisti e tanto altro.