NPL E PIGNORAMENTO IMMOBILIARE: DIRITTO DEL DEBITORE DI ABITARE NELL’IMMOBILE FINO AL DECRETO DI TRASFERIMENTO Le novità del cd. Decreto Milleproroghe 2020

Avv. Fabio D’Addario

A cura dell’Avv. Fabio D’Addario

Tra i tanti Decreti Legge approvati dal Governo in questi ultimi mesi in relazione alla pandemia da Covid-19, è forse passato in secondo piano il c.d. “Decreto Milleproroghe 2020” (D.L. n. 162/2019 convertito in legge con modificazioni dalla L. n. 8 del 28.02.2020) che, da qualche tempo è ormai diventato un “classico” della legislazione emergenziale di fine/inizio anno.

Nel giro di un solo anno, dunque, il legislatore è tornato nuovamente a modificare l’art. 560 c.p.c., già oggetto di riforma del febbraio 2019.

In particolare, per quanto concerne l’argomento in esame, con il D.L. n. 135 del 14.12.2018 (convertito con modificazioni con Legge n. 12 dell’11.02.2019), il legislatore aveva posto un limite alla discrezionalità del Giudice dell’esecuzione, laddove quest’ultimo – secondo il testo previgente dell’art. 560 c.p.c. – poteva disporre la liberazione dell’immobile pignorato quando non riteneva di autorizzare il debitore a continuare ad abitare lo stesso, ovvero quando revocava l’autorizzazione già concessa in precedenza, ovvero quando provvedeva all’aggiudicazione o all’assegnazione dell’immobile.

E così, l’art. 560, 8 comma, c.p.c. – nel testo post riforma del febbraio 2019 – prevedeva il diritto del debitore e dei suoi familiari di abitare nell’immobile staggito fino alla pronuncia del decreto di trasferimento, diritto riconosciuto quindi senza alcun intervento autorizzativo e/o discrezionale del Giudice.

Sennonché, l’art. 4, 4 comma, del D.L. n. 135/2018 espressamente stabiliva che «Le disposizioni introdotte con il presente articolo non si applicano alle esecuzioni iniziate anteriormente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto», sicché per le esecuzioni immobiliari antecedenti al 13.02.2019 il particolare favor riconosciuto al debitore esecutato ed ai suoi familiari non trovava applicazione.

Ebbene, sulla materia è intervenuto nuovamente il legislatore con il cd. “Decreto Milleproroghe 2020” (D.L. n. 162/2019), convertito in legge con modificazioni dalla L. n. 8 del 28.02.2020 (pubblicata in G.U. S.O. n. 51 del 29.02.2020) la quale, all’art. 18 quater, 2 comma, ha stabilito che: «In deroga a quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 4 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, le disposizioni introdotte dal comma 2 del predetto articolo 4 si applicano anche alle procedure di espropriazione immobiliare pendenti alla data di entrata in vigore della citata legge n. 12 del 2019 nelle quali non sia stato pronunciato provvedimento di aggiudicazione del bene».

La novità introdotta con la recentissima riforma del febbraio 2020 ha, quindi, il pregio di aver eliminato quella disparità di trattamento tra procedure esecutive ante e post 13.02.2019, estendendo il predetto trattamento più favorevole ad ogni pignoramento immobiliare, a prescindere dalla data di instaurazione.

Dunque, oggi il debitore esecutato ed i suoi familiari potranno continuare ad abitare nell’immobile staggito fino al decreto di trasferimento, senza autorizzazione del Giudice e senza distinzione tra procedure vecchie o nuove.

Di contro, altra faccia della stessa medaglia, è verosimile che un simile provvedimento legislativo possa incidere negativamente sull’appetibilità del bene pignorato da parte dei potenziali acquirenti, con conseguenti ripercussioni sulle procedure esecutive e sulle legittime aspettative dei creditori.

Come solitamente avviene in questi casi, le difficoltà maggiori sono quelle di dover contemperare esigenze contrapposte tra creditore e debitore, evitando comunque uno stallo che potrebbe determinare conseguenze non trascurabili sull’intera filiera degli NPL e sull’economia nazionale, nell’ambito della quale i crediti deteriorati svolgono un ruolo significativo.

Studio Legale Lombardo