Responsabilità medica: a chi spetta l’onere di provare il corretto adempimento?

Con la recente sentenza n. 18307 del 18 settembre 2015, la Terza Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione è intervenuta nuovamente sulla delicata problematica della responsabilità del medico-chirurgo in ipotesi di omessa o errata diagnosi medica.

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IL CASO

Nel caso posto all’attenzione della Suprema Corte si contestava l’inadempimento di un medico odontoiatra nell’ambito di un ordinario intervento di chirurgia dentaria con conseguente richiesta, da parte del paziente, di restituzione delle somme versate quale corrispettivo della prestazione e risarcimento dei danni patiti.

LA POSIZIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte, nel cassare la sentenza della Corte di Appello di Roma, ha ribadito con fermezza che spetta in ogni caso al medico-chirurgo fornire la prova che il risultato anomalo dell’intervento o della cura dipenda da fatto a sè non imputabile, in quanto non ascrivibile alla sua condotta diligente, bensì ad un evento imprevedibile e non superabile con l’adeguata diligenza.

Secondo la giurisprudenza della Cassazione, infatti, il grado di complessità dell’intervento effettuato, sia esso un intervento di routine o un intervento connotato da particolari difficoltà tecniche, non esime il medico-chirurgo dal fornire la prova del proprio adempimento, rimanendo altrimenti soccombente. I giudici di legittimità hanno quindi sottolineato come solo il medico-chirurgo sia in possesso delle conoscenze specifiche necessarie a valutare la conformità o meno della propria prestazione alle regole tecniche proprie della disciplina medico-sanitaria, conoscenze estranee alla comune esperienza.

IL PAZIENTE COME PUÒ OTTENERE IL RISARCIMENTO DEL DANNO MEDICO?

Dunque, il paziente danneggiato sarà tenuto a provare esclusivamente il contratto stipulato con il medico (o il contratto sociale, qualora l’intervento si sia svolto in una struttura sanitaria pubblica), l’insorgenza o l’aggravamento della patologia quale conseguenza dell’inadempimento del debitore, rimanendo a carico del debitore-medico dimostrare o che tale inadempimento non vi sia stato o che, pur sussistendo, esso non sia stato causa del danno.

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