Riorganizzazione aziendale e licenziamento del dirigente

Licenziamento del dirigente

In materia di licenziamenti, la posizione del dirigente assume connotati particolari rispetto a quella di qualisiasi altro dipendente. É infatti riconosciuta una piú ampia possibilitá per il datore di lavoro di procedere al licenziamento del dirigente rispetto a quanto previsto per altre categorie di dipendenti.

La legge prevede due differenti ipotesi di licenziamento del dirigente. La prima, per giusta causa, si configura ogniqualvolta il dirigente ponga in essere comportamenti disciplinarmente rilevanti così gravi da non consentire, neppure in via provvisoria, la prosecuzione del rapporto di lavoro. La seconda, per giustificatezza, ricomprende tanto comportamenti inadempienti da parte del dirigente – meno gravi rispetto a quelli alla base del licenziamento per giusta causa -, quanto motivi oggettivi legati a esigenze organizzative aziendali, tra cui la riorganizzazione di azienda.

Restyle aziendale e licenziamento del dirigente

Quanto al licenziamento del dirigente per motivi oggettivi legati al restyling dell’azienda, si é recentemente prononciata la Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza del 17 novembre 2021, n. 34976. Con tale ordinanza, la Cassazione ha riconosciuto la legittimitá del licenziamento individuale del dirigente d’azienda per giustificatezza fondato su motivazioni oggettive legate a esigenze di riorganizzazione aziendale, le quali non debbono necessariamente coincidere con un’impossibilità a continuare il rapporto di lavoro o con una situazione di crisi tale da renderne eccessivamente onerosa la continuazione.

Richamando la propria giurisprudenza in materia, la Corte ha ribadito che, qualora il licenziamento si basi su ragioni oggettive concernenti esigenze di riorganizzazione aziendale, é necessario procedere ad un bilanciamento tra il principio di correttezza e buona fede (parametro su cui si misura la legittimitá del licenziamento stesso) e il principio di libertà di iniziativa economica, garantita a livello costituzionale dall’art. 41 della Costituzione.

Il caso posto all’attenzione della Corte riguardava il licenziamento di una dirigente per soppressione del posto di lavoro derivante da una razionalizzazione di diversi settori dell’azienda. Tale restyling aziendale aveva portato al sovradimensionamento della presenza di due figure aziendali – quella del direttore di controllo e coordinamento, da una parte, e quella del direttore amministrativo, dall’altra – rispetto alle necessità ed alle dimensioni aziendali e dunque ad una duplicazioni di funzioni. Al fine di procedere ad una organizzazione aziendale “più snella”, dunque, l’azienda datrice di lavoro aveva stabilito l’accorpamento delle funzioni gestionali precendentemente svolte dal direttore amministrativo a quelle del direttore controllo e coordinamento, con conseguente “soppressione” della “posizione lavorativa” del dirigente amministrativo.

La Cassazione ha riconosiuto la giustificatezza del licenziamento della dirigente sulla base delle prove fornite in giudizio, dalle quali si evinceva come l’effettiva soppressione della posizione lavorativa ricoperta dalla dirigente fosse motivata da insindacabili scelte poste in essere dall’azienda che aveva ritenuto necessario procedere al restyling della struttura aziendale e alla soppressione della posizione di dirigente amministrativo.

La soppressione della posizione lavorative ricoperta dalla dirigente, dunque, ne giustificava il licenziamento. I giudici hanno inoltre precisato che, ai fini della legittimita del licenziamento del dirigente, la valutazione dell’effettivitá della scelta operata dall’azienda non richiede una valutazione economica dei margini di convenienza e dell’onerosità dei costi connessi alla ristrutturazione aziendale, la quale é lasciata al datore di lavoro.

Per ricevere una consulenza legale in materia di licenziamento, contatta il nostro team di avvocati specializzati in diritto del lavoro. Oltre al consueto appuntamento in studio, lo Studio Legale Lombardo ti offre la possibilità di interagire con il Professionista prescelto anche in videoconferenza; in questo modo potrai ottenere assistenza legale ovunque ti trovi, e senza dover richiedere permessi a lavoro o affrontare il traffico cittadino.

Lo Studio Legale Lombardo nel 2020 ha conseguito il Premio Le Fonti
come Boutique di Eccellenza dell’Anno Consulenza Diritto del Lavoro 2020

CASI TRATTATI CON SUCCESSO

LEGGI ANCHE

Mobbing: cos’è e come difendersi

Che cos’è il mobbing L’articolo 32 della Costituzione garantisce il diritto alla salute, dal quale consegue il dovere del datore di lavoro di astenersi dal

Smartworking e diritto alla disconnessione

La Legge n. n. 81/2017 ha istituto per la prima volta nel nostro ordinamento il “lavoro agile” (c.d. Smart Working) “quale modalità di esecuzione del

PUBBLICAZIONI

Articoli, Sentenze,
Rassegna Stampa e Video

INTERVENTI

Interventi pubblici dei
nostri professionisti e tanto altro.