Licenziamento illegittimo: quando si può impugnare
Hai ricevuto una lettera di licenziamento e la motivazione non ti convince. Capita spesso: la ragione scritta e la ragione reale non coincidono, e la differenza è ciò su cui si decide la causa.
Le motivazioni che cadono più spesso
La riorganizzazione dichiarata e mai realizzata. Il ruolo soppresso e poi riassegnato ad altri. L’esternalizzazione solo apparente, con le stesse mansioni svolte da un fornitore. Il recesso che segue una contestazione o una malattia e ne appare la conseguenza.
Giustificato motivo oggettivo o soggettivo
Sono due strade diverse e si contestano in modo diverso: la prima guarda all’organizzazione dell’impresa, la seconda al comportamento del lavoratore. Confonderle è l’errore più comune di chi si difende da solo.
Non finisce con l’impugnazione
Accanto alla legittimità del recesso va verificato che l’uscita comprenda tutto il dovuto: preavviso, TFR, mensilità aggiuntive e le componenti variabili maturate, bonus e MBO compresi. È la parte che più spesso viene data per persa.
I tempi contano
L’impugnazione ha termini stretti. Prima si guarda la lettera, più strade restano aperte.
Come lavoriamo
Il primo colloquio è in videoconferenza e si svolge in tutta Italia. Servono la lettera di licenziamento, il contratto e l’ultima busta paga.