Introduzione all’inquadramento lavorativo: definizione ed importanza
L’inquadramento contrattuale consente di classificare i dipendenti all’interno dell’azienda in base al ruolo attribuitogli.
Esso stabilisce in maniera chiara le mansioni, i compiti ed il ruolo del lavoratore. Definita con certezza la prestazione di lavoro di ogni dipendente tramite l’inquadramento contrattuale, si individua poi il livello della remunerazione del lavoratore.
Ad ogni ruolo e responsabilità corrisponde un trattamento economico differente.
Il Codice Civile parla di “inquadramento” nel primo comma dell’articolo 2113, che così recita: Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.
In sostanza, l’inquadramento contrattuale è fondamentale per determinare stipendi, diritti, tutele e doveri che il lavoratore e l’azienda devono rispettare.
Tipologie di contratti di lavoro
I contratti di lavoro possono essere suddivisi in due principali macrocategorie: di lavoro subordinato e di lavoro parasubordinato.
Nel lavoro subordinato il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro, in cambio di un salario prefissato, con vincolo di soggezione del lavoratore ai poteri direttivi, di controllo e disciplinari del datore di lavoro.
Nel lavoro parasubordinato, invece, si riscontrano caratteristiche intermedie tra un lavoro subordinato e un lavoro autonomo.
Quanto ai rapporti di lavoro subordinato, si distinguono diverse tipologie di contratti di lavoro:
- Contratto di lavoro a tempo indeterminato: è la forma più comune di contratto, che non prevede una data di conclusione predeterminata. È un contratto che offre una certa stabilità ai dipendenti.
- Contratto di lavoro a tempo determinato: ha una durata prestabilita, mediante l’apposizione di un termine e viene utilizzato per esigenze temporanee (quali sostituzioni o progetti specifici).
- Contratto di lavoro part-time: è un contratto che ha una durata giornaliera ridotta, garantendo al contempo i medesimi diritti e doveri offerti ai lavoratori assunti a tempo pieno.
- Contratto di lavoro a chiamata: utilizzato di frequente nei settori del commercio e del turismo, è un contratto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, con il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa in modo discontinuo, anche con riferimento alla possibilità di svolgere le prestazioni in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.
- Contratto di apprendistato: destinato ai giovani che si formano sul posto di lavoro. Combina lavoro e formazione professionale.
- Contratto di collaborazione coordinata e continuativa: utilizzato per professionisti autonomi o collaboratori occasionali. Non prevede un orario fisso ed offre maggiore autonomia.
- Contratto di prestazione occasionale: si applica a lavori saltuari o occasionali, come collaborazioni freelance o lavori stagionali.
- Contratto di appalto per lavori privati: utilizzato per lavori specifici o progetti, come ristrutturazioni o manutenzioni.
Classificazione professionale: livelli e categorie occupazionali
Le classificazioni professionali consentono di organizzare e comprendere le diverse occupazioni presenti nel mercato del lavoro.
Tale sistema è volto ad identificare e raggruppare i vari profili professionali in modo da delineare il regime giuridico ed economico a cui è sottoposto il dipendente nell’ambito del rapporto lavorativo.
Per classificare il personale si utilizzano le categorie “legali” e “contrattuali”.
Le prime trovano la loro fonte nell’art. 2095 del Codice civile. Tale norma individua quattro figure distinte: dirigenti, quadri, impiegati e operai.
Le seconde sono disciplinate dalla contrattazione collettiva e consentono di stabilire la qualifica del lavoratore, alla quale corrisponde un determinato trattamento economico (per tale ragione si parla di livelli retributivi).
Le organizzazioni aziendali utilizzano i livelli per strutturare i diversi ruoli all’interno dell’azienda in base a una serie di criteri predefiniti, come ad esempio:
- responsabilità del ruolo;
- competenze richieste;
- livello di competenza;
- impatto sull’organizzazione.
L’utilizzo dei livelli professionali mira a creare una gerarchia chiara e trasparente delle posizioni, assicurando che i dipendenti siano compensati e ricompensati in modo appropriato per la loro esperienza, le loro competenze e i loro contributi professionali.
Infine, una volta chiarita la categoria legale e la qualifica contrattuale di riferimento del dipendente, si identifica la mansione, ovvero il complesso delle attività di competenza del dipendente.
La mansione, in buona sostanza, ha la funzione di identificare cosa fa in concreto il dipendente.
Procedure e pratiche comuni nell’inquadramento lavorativo
L’inquadramento lavorativo di un dipendente richiede il rispetto di alcune procedure specifiche.
Al momento dell’assunzione il datore di lavoro conclude con il dipendente un contratto di lavoro (a tempo indeterminato, determinato, part-time, ecc…) dove si specifica il ruolo attribuito al lavoratore all’interno dell’azienda, compiti e mansioni propri del suo impiego e la retribuzione corrispondente, tenuto conto di quanto previsto dal CCNL di categoria.
Trattasi, dunque, di un momento fondamentale in cui si stabiliscono gli aspetti che andranno a regolare il successivo rapporto di lavoro.
Successivamente, il datore di lavoro comunica l’avvenuta assunzione all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), nonché all’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). Tale fase è finalizzata a garantire una copertura previdenziale e assicurativa del dipendente.
Entro 30 giorni dall’assunzione, il datore di lavoro provvede alla registrazione del contratto presso l’Ufficio Territoriale del Lavoro (UTL) competente. Dell’avvenuta registrazione devono essere informati sia l’INPS che l’INAIL.
Il dipendente viene così assegnato ad una categoria professionale e ad un livello retributivo in base al contratto e alle mansioni svolte.
Tale inserimento determinerà la retribuzione, gli aumenti salariali e ogni altro diritto correlato.
Tuttavia, queste procedure possono variare a seconda del tipo di contratto e dell’azienda.
Pertanto, è sempre consigliabile consultare un esperto o un consulente del lavoro per assicurarsi che all’atto dell’assunzione si venga correttamente inquadrati.

