In breve: il licenziamento va impugnato entro 60 giorni; dall’impugnazione decorrono 180 giorni per il ricorso. Le tutele vanno dalla reintegra a un’indennità fino a 36 mensilità — e spesso la strada migliore è negoziare l’uscita da una posizione di forza.
Hai ricevuto una lettera di licenziamento, o senti che sta per arrivare. Le prossime mosse — e i prossimi 60 giorni — decidono quanto vale la tua uscita. Questa guida ti orienta; per la strategia sul tuo caso, il primo colloquio si fa in videoconferenza: prenota una consulenza oppure chiama il numero verde 800 911 781.
1. I tipi di licenziamento
Non tutti i licenziamenti sono uguali, e la differenza non è burocrazia: cambia ciò che il datore deve provare e ciò che puoi ottenere tu.
- Per giusta causa: un fatto così grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto. Senza preavviso. Ma la gravità la valuta il giudice, non l’azienda. Approfondisci.
- Per giustificato motivo soggettivo: un inadempimento rilevante, ma meno grave. Con preavviso. Approfondisci.
- Per giustificato motivo oggettivo: ragioni economiche od organizzative. È qui che si annidano le riorganizzazioni «di comodo» e le soppressioni di ruolo non genuine. Approfondisci.
- Collettivo: procedure con regole proprie, dove gli errori dell’azienda sono frequenti e pesano.
2. Quando il licenziamento è illegittimo
Un licenziamento può cadere per vizi di forma (contestazione tardiva o generica, procedura disciplinare violata), per insussistenza del fatto, o perché la vera ragione è un’altra: ritorsione, discriminazione, la volontà di sostituirti a costo minore. Nella nostra esperienza, le riorganizzazioni che sopprimono un ruolo «non più necessario» — mentre le sue funzioni vengono redistribuite o riassegnate — sono tra i casi più frequenti e più aggredibili. Approfondisci.
3. I termini: 60 giorni, poi 180. Il tempo non è tuo amico
Il licenziamento va impugnato in via stragiudiziale entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione (o dei motivi, se comunicati dopo); dall’impugnazione decorrono 180 giorni per depositare il ricorso in tribunale o comunicare la richiesta di conciliazione o arbitrato. Superati i termini, anche il licenziamento più illegittimo diventa inattaccabile.
Hai in mano una lettera di licenziamento? I 60 giorni corrono da quando l’hai ricevuta. La prima valutazione si fa in videoconferenza, anche in giornata: prenota ora o chiama l’800 911 781.
4. Cosa ti spetta se il licenziamento è illegittimo
Dipende dal vizio, dalla dimensione dell’azienda e dalla data di assunzione: si va dalla reintegra nel posto di lavoro a un’indennità tra 6 e 36 mensilità per gli assunti a tutele crescenti, che il giudice determina valutando il caso concreto — non più solo l’anzianità. E prima ancora del giudizio, la solidità delle tue carte determina la forza negoziale: molti dei nostri casi si chiudono in conciliazione, in tempi medi di 2 mesi. Come si calcola la buonuscita.
Se hai un documento in mano e devi decidere come muoverti, il tema è trattato nel dettaglio nella pagina dedicata a licenziamento. Lo Studio Legale Lombardo assiste dirigenti, quadri e professionisti a Roma, Milano e in tutta Italia: il primo colloquio si svolge in videoconsulenza, a costo fisso.
5. Negoziare l’uscita: quando conviene trattare
Fare causa non è sempre la strategia migliore — e non farla mai lo è ancora meno. La trattativa giusta parte dalla forza del tuo dossier e mette sul tavolo tutto: incentivo all’esodo, bonus e MBO maturati, incentivi di lungo termine, patto di non concorrenza, lettera di referenze, outplacement. Quanto chiedere.
6. Casi particolari
- Dirigenti: regole diverse — niente tutele ordinarie, ma il criterio della «giustificatezza» elaborato dalla giurisprudenza e l’indennità supplementare prevista dal CCNL applicabile, che nei casi più significativi arriva a superare le 24 mensilità. È la nostra specialità. Approfondisci.
- Malattia e comporto: licenziabile solo oltre il periodo di comporto — e il calcolo è spesso sbagliato. Approfondisci.
- Periodo di prova: il recesso è libero, ma non quando la prova è invalida o il motivo è illecito. Approfondisci.
7. Risultati ottenuti
- € 400.000 — Dirigente apicale, licenziamento dichiarato illegittimo in giudizio.
- € 300.000 — Soppressione del ruolo ritenuta non genuina, risolta con accordo economico.
- Reintegra — Licenziamento disciplinare di un quadro con 15 anni di anzianità.
Dati identificativi omessi per riservatezza; ogni caso resta documentabile su richiesta. Le voci dei nostri clienti.
Domande frequenti sul licenziamento
Possono licenziarmi via email o a voce?
No: il licenziamento intimato oralmente è privo di effetti e dà diritto alla tutela reintegratoria piena, qualunque sia la dimensione dell’azienda. La forma scritta è un requisito, non una cortesia.
Se firmo la conciliazione posso ripensarci?
La conciliazione in sede protetta è in linea di principio definitiva: è prima di firmare che va valutata. Non firmare nulla sotto pressione.
Il licenziamento mi fa perdere la NASpI?
No: la NASpI spetta anche in caso di licenziamento per giusta causa. Approfondisci.
Quanto costa impugnare un licenziamento?
Il primo colloquio è in videoconferenza e la prima consulenza è gratuita in caso di successivo conferimento dell’incarico. Costi e strategia si definiscono prima, per iscritto, senza sorprese.
Il tuo caso merita una strategia, non una risposta standard. Rivolgiti agli avvocati specializzati in diritto del lavoro dello Studio Legale Lombardo, oppure prenota subito una consulenza con un avvocato del lavoro online per ricevere assistenza direttamente da casa tua.
Autore: Avv. Danilo Lombardo, Founder e Managing Partner, Patrocinante in Cassazione dello Studio Legale Lombardo · Ordine degli Avvocati di Roma, n. A32868. Ultima revisione: 29 agosto 2026.
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