Avvocato per il licenziamento: cosa fare nei primi 60 giorni
Ti hanno licenziato, o temi che stia per succedere? Hai 60 giorni per contestare il licenziamento. Quello che fai in queste settimane decide quanto potrai ottenere. Lo Studio Legale Lombardo assiste solo lavoratori, quadri e dirigenti, mai aziende, e lavora in videoconsulenza in tutta Italia.
Cosa fa per te un avvocato del lavoro quando vieni licenziato
- Legge la lettera e i documenti prima di parlarti. Lettera di licenziamento, contratto, ultime buste paga, eventuali contestazioni. Così la consulenza parte dal tuo caso, non da risposte generiche.
- Ti dice se il licenziamento regge. Verifica la motivazione, la procedura e i tempi, e stima quanto vale la tua posizione.
- Impugna il licenziamento entro 60 giorni. Con un atto scritto che rispetta il primo termine di legge e apre la trattativa.
- Tratta l’uscita. La maggior parte dei casi si chiude con un accordo: indennità, preavviso, TFR, bonus e MBO maturati, patto di non concorrenza. Prima si quantifica tutto, poi si firma.
- Va in giudizio, se serve. Entro 180 giorni dall’impugnazione va depositato il ricorso, oppure chiesto il tentativo di conciliazione o l’arbitrato. Le udienze fuori da Roma e Milano le segue di persona un avvocato dello studio.
I tempi da non perdere
- 60 giorni dalla comunicazione per impugnare il licenziamento per iscritto, anche fuori dal tribunale.
- 180 giorni dall’invio dell’impugnazione per depositare il ricorso o chiedere il tentativo di conciliazione o l’arbitrato. Se la conciliazione viene rifiutata o non porta a un accordo, il ricorso va depositato entro i 60 giorni successivi.
- Sono termini di decadenza: se scadono, non puoi più contestare il licenziamento, anche se era illegittimo. TFR e somme già maturate restano comunque dovuti.
Firmare la lettera “per ricevuta” non significa accettare il licenziamento. Firmare una conciliazione in sede protetta, cioè davanti a una commissione o a un organo che garantisce la tua libera scelta, invece di regola chiude la partita: fallo solo dopo aver fatto valutare la tua posizione.
Cosa puoi ottenere
Dipende dal tipo di licenziamento, dalla data di assunzione e dalle dimensioni dell’azienda. Se il licenziamento è discriminatorio o ritorsivo, la legge prevede il ritorno al lavoro in qualunque azienda. Nelle aziende con più di 15 dipendenti il ritorno al lavoro è previsto anche in alcuni casi in cui il fatto contestato non esiste. Negli altri casi la tutela è un’indennità economica. Restano dovuti TFR, ferie e permessi non goduti e le somme già maturate, compresi i bonus secondo le regole del piano. Il preavviso spetta salvo giusta causa: se il giudice la esclude, ti viene riconosciuto. In molti casi spetta anche la NASpI.
Per chi è assunto dal 7 marzo 2015 l’azienda può proporre, entro gli stessi 60 giorni, un’offerta di conciliazione esente da tasse e contributi. Accettarla chiude il rapporto e la contestazione: conviene solo se vale più di quello che otterresti contestando.
Le regole nel dettaglio sono nella pagina licenziamento illegittimo: quando si può impugnare. Se sei un dirigente, valgono regole proprie: vedi licenziamento del dirigente.
I licenziamenti che seguiamo
- Licenziamento per riorganizzazione o soppressione del posto
- Licenziamento disciplinare e licenziamento per giusta causa
- Licenziamento durante la malattia e per superamento del comporto
- Licenziamento collettivo
- Licenziamento durante il periodo di prova: quando il patto di prova è nullo
- Licenziamento del dirigente
- Uscite negoziate: come negoziare una buonuscita
Risultati
Il 91% dei casi trattati dallo studio si è concluso con un esito favorevole per l’assistito. Nei soli casi selezionati che pubblichiamo, oltre € 4.974.994 ottenuti per i lavoratori. Alcuni esempi:
- oltre € 300.000 riconosciuti a un dirigente licenziato senza giustificazione;
- € 80.000, pari a 14 mensilità, per un quadro licenziato per una riorganizzazione legata alla fine di una commessa, con accordo raggiunto in circa due mesi: l’Avv. Lombardo racconta il caso.
Dati identificativi omessi per riservatezza. Ogni caso è diverso: il risultato dipende dai fatti, dalle prove e dalla trattativa.
Chi segue il tuo caso
- Nord: Avv. Danilo Lombardo e Avv. Chiara Dal Molin
- Centro: Avv. Ugo Papa
- Sud: Avv. Erika Chiaramonte
Assistiamo in tutta Italia: vedi le città e i distretti.
Quanto costa parlarne con un avvocato
La prima consulenza è in video e costa € 78, in tutta Italia. L’avvocato studia i tuoi documenti prima dell’incontro. Entro 24 ore ricevi la registrazione della call, così puoi riascoltarla con calma. Se ci affidi il caso, i € 78 vengono stornati e diventano un acconto sulla tua difesa.
Per partire servono tre documenti: la lettera di licenziamento, il contratto e l’ultima busta paga.
Prenota la consulenza in video oppure chiama il numero verde 800 911 781.
Domande frequenti
Quanto costa un avvocato per un licenziamento?
La prima consulenza in video costa € 78 e, se ci affidi il caso, diventa un acconto. Il costo dell’assistenza successiva dipende da cosa serve: una trattativa stragiudiziale è diversa da una causa. Lo concordi prima di iniziare.
L’avvocato deve essere della mia città?
No. La consulenza e quasi tutta la trattativa si fanno a distanza, e gli atti si depositano in via telematica. Se si va in udienza fuori da Roma e Milano, ci va di persona un avvocato dello studio.
Ho firmato la lettera di licenziamento: ho accettato?
No. La firma “per ricevuta” conferma solo che l’hai ricevuta. Il termine di 60 giorni per impugnare parte comunque.
Mi propongono di firmare un accordo o una conciliazione: cosa faccio?
Prima di firmare fai quantificare tutto quello che ti spetta. Una conciliazione firmata in sede protetta, di regola, non si può più impugnare.
Posso tornare al mio posto di lavoro?
Solo in alcuni casi. Sempre se il licenziamento è discriminatorio o ritorsivo; nelle aziende con più di 15 dipendenti anche in alcuni casi in cui il fatto contestato non esiste. Negli altri casi la tutela è economica. Lo valutiamo sul tuo caso, con la data di assunzione e le dimensioni dell’azienda.